ALLAN HARRIS

Allan Harris torna a Umbria Jazz pochi mesi dopo aver pubblicato un disco dedicato a "The Genius of Eddie Jefferson", uno degli inventori del "vocalese". Jefferson, drammaticamente scomparso 40 anni fa, componeva, improvvisava e cantava testi per i grandi assoli strumentali del jazz, adattando le sue liriche a classici di Lester Young, Coleman Hawkins, Miles Davis. Il vocalese è un genere di nicchia, anche per le difficoltà che comporta. Harris non compie una operazione nostalgia ma immette nuova linfa in una vocalità che certamente fa parte della storia del jazz.

Harris è diventato una star dopo aver vinto il referendum dei critici di Downbeat nella categoria "Rising star jazz vocalist". In America questo titolo è la consacrazione ufficiale di una stella, ma il pubblico di Umbria Jazz è arrivato prima. Qui Harris è molto conosciuto per aver partecipato tante volte sia alle edizioni invernali di Orvieto che a quelle estive di Perugia. Cantante e chitarrista, questo artista di Brooklyn rappresenta la quintessenza della vocalità jazz. Il mondo a cui si richiama è quello dei crooner, un genere che oggi non è molto prolifico, almeno a questi livelli. Harris ne ha ripreso lo stile garbato, mai sopra le righe, sempre elegante. In una parola, classe.